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Padre-Montagna

La Natura è per me la prima grande Insegnante. Muoversi nel mondo, attraversare i luoghi, è prima di tutto entrare in contatto con lo Spirito che lo abita quello che Jung chiamava Genius Loci (inteso anche come atmosfera psichica profonda legata a un territorio).

Nella visione simbolica e sistemica dell’esistenza, il principio paterno e quello materno sono due forze cosmiche che abitano l’anima umana e strutturano l’esperienza della vita, e non solo due figure "familiari".

La Madre appartiene agli elementi orizzontali e avvolgenti: terra, acqua, origine, grembo, nutrimento, appartenenza. I suoi movimenti parlano di accoglienza, contenimento, protezione. È ciò da cui veniamo e ciò su cui poggiamo.

Il Padre, invece, appartiene agli elementi verticali e ascendenti: montagna, cielo, direzione, orientamento, slancio, visione. Indica, chiama.

E tra tutti i simboli naturali, la montagna sotto il cielo blu è per me Essenza del principio archetipico paterno.
Quando lo sguardo incontra una vetta che si innalza nell’azzurro, qualcosa, dentro, di molto intimo e profondo accade.
È come se avessimo la possibilità di ritrovare una forma originaria, una memoria verticale, assiale, che parla di un percorso iniziatico, verso “quel luogo” che ti avvicina al divino.
Ma anche dove è necessario abbandonare sovrastrutture dell’ego, perché la salita richiede forza e resistenza, ma soprattutto umiltà, un viaggio verso quella scintilla che è in noi.

Il silenzio delle nevi, la frequenza del blu, i contrasti dei colori del paesaggio, la purezza dell’aria parlano più di qualunque parola.

“La montagna ha segreti che solo i silenzi conoscono, e questi segreti appartengono a chi ha il coraggio di ascoltarli.”
Rilke

Il Padre è per me come una montagna: verticale, stabile, orientante. Non sempre è vicino, non sempre è facile da comprendere, ma la sua funzione, a suo modo, è indicare una direzione.
Se la Madre rappresenta la terra che accoglie e nutre, il Padre rappresenta l’altezza che chiama e guida. È il principio che invita a crescere, a uscire dalla sicurezza dell’origine per incontrare il proprio destino.

Penso anche che in ogni essere umano esista una montagna, e dentro quella montagna vive il padre interiore. Con la sua voce, la forza e quella Presenza che ricorda CHI possiamo diventare. Quando questa presenza è accolta, il cammino diventa possibile, invece quando è rifiutata, la salita sembra infinita e senza punti di presa.

Il principio paterno non serve a proteggerci dal mondo, ma piuttosto a prepararci ad abitarlo.
Insegnando a stare in piedi davanti alle prove. E quando questa forza è interiormente riconosciuta, nasce la qualità della direzione. La montagna è quella presenza che regge senza aver alcun bisogno di dimostrare la propria forza, perché la incarna.
È stabile anche quando tutto cambia attorno. Per questo, a livello simbolico, rappresenta quella funzione interiore che permette all’essere umano di stare in piedi nella vita.

E poi c'è il cielo, quello d'alta quota è diverso da quello della pianura.
È più limpido, più essenziale, più vasto. Nitido.
Quando si sale in alto, l’aria si fa più sottile e lo sguardo si allarga. Ciò che prima sembrava enorme appare piccolo. Ciò che sembrava confuso diventa chiaro.
E allora il dono del principio paterno nella sua dimensione più elevata è il dono della Visione.

Il punto più sacro del paesaggio simbolico è dove la vetta tocca il cielo. Quella linea tra roccia e infinito è l’immagine perfetta dell’incontro tra umano e trascendente.
Lì il Padre archetipico rivela il suo volto più profondo, un senso di autorità che eleva.

Quando questa energia è integrata interiormente, l’essere umano smette di vivere solo per sopravvivere e comincia a vivere per entrare nel processo di realizzazione.
Pasando dal senso di necessità al sentire quella chiamata di cui prima scrivevo.
È come se dentro si formasse una montagna invisibile che sostiene lo sguardo verso l’alto.

E così, ricaricata da questo Senso più grande mi dirigo verso la Docenza di un weekend di formazione sull’archetipo Paterno, all’accademia di impronte di nascita di Monica Grando.

Vi ricordo un’altra occasione per sperimentare questa forza:
l’8 marzo a Milano Costellazioni&Respiro
il 26 aprile a Milano per una giornata dedicata alla Forza del Padre

con voi,
Federica

 
 
 

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