top of page

Il Guardiano della Soglia/Il corpo di dolore femminile

Sto rileggendo con curiosità e interesse il manuale di vita, (più che libro) di E. Tolle, Il potere di Adesso; sicuramente ti sarà capitato di leggerlo o di sentirne parlare, è un manuale prezioso e se non l’avessi ancora letto, ti consiglio di studiarlo…

Lo sto rileggendo perché tornare ad aprire certi libri, in diversi momenti della vita, ha un profumo inaspettato.

Nella scienza esoterica, teosofica, si cita spesso il termine Guardiano della Soglia, se ne parla molto, e capire meglio di cosa si tratta è un passaggio interessante e importante per l’evoluzione individuale e collettiva.

Il Guardiano della Soglia è un’entità che vive di tutti i tratti più negativi e grossolani della personalità, sia di questa vita sia di tutti i frammenti negativi (non trasformati) delle personalità vissute nelle vite precedenti, è sia individuale che collettivo.

Nella vita di un aspirante, ad un certo punto della sua integrazione, si presenta la prova più decisiva e importante, la scelta fra il Guardiano della Soglia e l'Angelo della Presenza, dopodiché la sua vita cambierà decisamente ed egli si incamminerà con passo spedito verso il suo appuntamento con l’Anima.

Quando si parla di Guardiano della soglia non si può non citare il mantra esoterico connesso a Scorpio che è: “Io sono il guerriero e dalla battaglia esco trionfante”.
Infatti, ecco che il vero trionfo del Guerriero risiede, nel tacere d’ogni rumore, frastuono, lamento; nel mirabile silenzio profondissimo e armonioso depone infine le armi e vince sulla sua personalità, sul Guardiano della Soglia.
Perché quando trasformi te stesso trasformi il mondo.

Ciclicamente, sono sicura che anche tu hai incontrato, o incontrerai il tuo Guardiano, ne vivrai le difficoltà e le prove, a volte ne sarai dominata ma altre vincerai…
Tale concetto proveniente dalla Scienza dello Spirito credo si si abbini molto bene con il concetto di corpo di dolore di cui parla in questa parte del libro E. Tolle.

Inoltre, per coloro che sono incarnate in un corpo di donne, questo argomento assume ancora più rilevanza durante la fase premestruale.

La fase premestruale e mestruale sono momenti in cui spesso il corpo di dolore/guardiano della soglia si mostra violentemente. Imparare a non lasciarsi sopraffare ma al contrario entrare con consapevolezza nell’emozione che viene generata porta gradualmente ad una liberazione, e ad una grande dose di consapevolezza. Perché solo l’accettazione di quello che accade può portare poi ad una vera trasmutazione.

Un altro momento in cui il Guardiano della soglia viene stimolato è durante il plenilunio, quindi i 3 giorni prima e i 2 giorni dopo la luna piena di ogni mese, sono giorni preziosi per attivare ancora di più la Presenza e la Consapevolezza, poiché le forze lunari in campo sono a tratti violente, potenti e richiedenti, si muovono nell’ombra e si nutrono dell’attivazione del corpo di dolore. Quante meravigliose opportunità per riconnetterci alla Fonte, non trovi?
Avrò modo di approfondire ulteriormente,


Un articolo piu lungo del solito, prenditi il tempo per leggere ogni parola e farla tua, con l'augurio che siano concetti stimolanti e innalzanti...

Un abbraccio solare,
Federica


Hilma af Klint

DISSOLVERE IL CORPO DI DOLORE FEMMINILE COLLETTIVO
tratto da
Il potere di adesso di Eckhart Tolle

Perché il corpo di dolore è un ostacolo maggiore per le donne?
Solitamente il corpo di dolore ha un aspetto collettivo oltre che personale. Quest'ultimo è l'accumulo di dolore emotivo sofferto nel passato. Quello collettivo, invece, è il dolore accumulato nella psiche umana collettiva nell'arco di migliaia di anni attraverso malattie, torture, guerre, omicidi, crudeltà, follia eccetera. Il corpo di dolore personale di ognuno è parte di quello collettivo, in cui si trovano diversi filoni. Per esempio, certe razze o popoli di certi Paesi in cui ci sono forme estreme di conflitto e violenza hanno un corpo di dolore collettivo più pesante rispetto ad altri. Chiunque abbia un forte corpo di dolore e non abbastanza consapevolezza per smettere di identificarsi con esso, non solo sarà costretto a rivivere periodicamente il proprio dolore emotivo, ma potrà anche divenire facilmente carnefice o vittima di violenza, a seconda che il corpo di dolore sia prevalentemente attivo o passivo. D'altro canto potrebbe essere più vicino all'illuminazione. Questa potenzialità non si realizza necessariamente, ma se fossi intrappolato in un incubo probabilmente saresti più motivato a svegliarti che se fossi bloccato negli alti e bassi di un sogno normale.

Oltre al corpo di dolore personale, ogni donna condivide quello che potrebbe essere descritto come corpo di dolore femminile collettivo, a meno che non sia pienamente consapevole. Esso consiste del dolore accumulato e sofferto dalle donne a causa del loro assoggettamento all'uomo, della schiavitù, dello sfruttamento, dello stupro, del parto, della perdita dei figli e così via, nel corso di migliaia di anni. Il dolore emotivo o fisico, che per molte donne precede o coincide con il flusso mestruale, è il corpo di dolore nel suo aspetto collettivo che si risveglia dallo stato di inattività in quel momento, sebbene possa essere innescato anche in altre circostanze. Esso limita il libero flusso di energia vitale attraverso il corpo, di cui ogni mestruazione è espressione fisica. Soffermiamoci su questo punto per vedere come possa diventare un'occasione di illuminazione.

Spesso, in quel momento, la donna viene "sopraffatta" dal corpo di dolore; esso ha una carica energetica estremamente potente, tanto da spingerla facilmente all'identificazione. Allora la donna viene attivamente posseduta da un campo energetico che occupa il suo spazio interiore e che finge di essere lei, ma ovviamente non lo è affatto. Parla con la sua voce, agisce e pensa attraverso di lei. Creerà situazioni nella sua vita, in modo da potersi nutrire di energia. Vuole più dolore, sotto qualsiasi forma. Ho già descritto questo processo. Può essere malefico e distruttivo. È dolore puro, dolore passato, ma non è la donna.

Il numero di donne che si stanno avvicinando allo stato pienamente consapevole supera già quello degli uomini e crescerà ancora più rapidamente negli anni a venire. Alla fine gli uomini potranno mettersi in pari, ma per parecchio tempo ci sarà un divario tra la consapevolezza maschile e quella femminile.

Le donne stanno riguadagnando la funzione che spetta lor di diritto: quella di essere un ponte tra mondo manifestato e non Manifestato, tra fisicità e spirito. Il compito principale della donna oggi è trasmutare il corpo di dolore affinché non si frapponga più tra lei e il suo vero sé, l'essenza di ciò che è. Ovviamente dovrà vedersela anche con l'altro ostacolo all'illuminazione, la mente pensante, ma l'intensa presenza che genera quando affronta il corpo di dolore la libererà anche dall'identificazione con la mente.

La prima cosa da ricordare è questa: fintanto che costruiamo la nostra identità sul dolore, non sarà possibile liberarcene. Fintanto che parte del nostro senso di identità viene investito nel dolore emotivo, resisteremo o saboteremo inconsapevolmente ogni tentativo di guarigione. Perché? Semplicemente perché vogliamo mantenerci intatti, e il dolore è diventato una parte essenziale di noi. Si tratta di un processo inconsapevole, e l'unico modo per superarlo è renderlo consapevole.

Scoprire improvvisamente che sei rimasto attaccato al dolore può essere una rivelazione scioccante. Ma nel momento in cui te ne rendi conto, spezzi questo legame. Il corpo di dolore è un campo energetico, quasi come un'entità, che ha trovato temporaneamente casa nel tuo spazio interiore. È energia vitale intrappolata che non scorre più. Naturalmente esiste per via di cose accadute nel passato. Rappresenta il passato che vive in te, e se ti identifichi con esso, ti identifichi anche con il passato. Quando ci convinciamo che il passato ha più potere del presente, manifestiamo un’identità da vittima, che è l'opposto della verità.

Significa credere che gli altri con le loro azioni siano responsabili della tua incapacità di incarnare la tua vera identità. La verità è che l'unico potere esistente è racchiuso in questo momento: è il potere della tua presenza. Una volta che lo sai, capisci anche che sei tu il responsabile del tuo spazio interiore adesso, nessun altro, e che il passato non può prevalere sul potere di Adesso.

Perciò l'identificazione ti impedisce di affrontare il corpo di dolore. Alcune donne, già sufficientemente consapevoli tanto da avere abbandonato l'identità di vittime a livello personale, continuano a mantenere l'identità di vittime sul piano collettivo: "Ciò che gli uomini hanno fatto alle donne." Hanno ragione, e anche torto. Hanno ragione in quanto il corpo di dolore collettivo femminile dipende in gran parte dalla violenza maschile perpetrata contro le donne e dalla repressione del principio femminile su tutto il Pianeta nell'arco di millenni. Hanno torto se traggono la loro identità da questa situazione e così facendo restano imprigionate in una condizione di vittime collettive.

Se una donna resta ancorata alla rabbia, al risentimento o alla condanna, lo è anche al proprio corpo di dolore. Questo può infonderle un confortante senso di identità, di solidarietà con altre donne, ma la mantiene schiava del passato e blocca il pieno accesso alla sua essenza e al potere autentico che ha dentro di sé. Allontanandosi dagli uomini, le donne favoriscono un senso di separazione e quindi rafforzano l'ego. Più forte è l'ego, più sei distante dalla tua vera natura.

Non usare il corpo di dolore per avere una identità. Piuttosto servitene per l'illuminazione. Trasmutalo in consapevolezza. Uno dei momenti migliori per farlo è durante il periodo mestruale. Ritengo che, negli anni a venire, molte donne entreranno in un totale stato di consapevolezza proprio in quei giorni. Solitamente è un periodo di inconsapevolezza per molte di loro, perché vengono sopraffatte dal corpo di dolore femminile collettivo. Una volta raggiunto un certo livello di consapevolezza, però, puoi contrastarlo e diventare più consapevole. Ho già descritto il processo di base, ma lascia che te lo riassuma nuovamente, questa volta con speciale riferimento al corpo di dolore femminile collettivo.

Quando sai che si sta avvicinando il flusso mestruale, prima di avvertire i segnali di quella che viene comunemente chiamata sindrome premestruale (il risveglio del corpo di dolore femminile collettivo), stai in allerta e diventa il più presente possibile nel corpo. Quando compare il primo segnale, devi essere sufficientemente presente tanto da "coglierlo" prima che prenda il sopravvento su di te. Per esempio, il primo segnale potrebbe essere un senso di irritazione forte e improvviso o un impeto di rabbia, o anche un mero sintomo fisico. Di qualsiasi cosa si tratti, coglila prima che prenda il sopravvento sui tuoi pensieri o comportamenti. Ciò significa semplicemente puntare il riflettore della tua attenzione su di esso. Se è una emozione, senti la forte carica energetica che vi sta dietro. Sappi che si tratta del corpo di dolore. Contemporaneamente, sii il sapere, ovvero sii consapevole della tua presenza e sentine il potere. Qualsiasi emozione entro cui infondi la tua presenza viene rapidamente soggiogata e trasmutata. Se si tratta di un sintomo fisico, l'attenzione che gli dedichi gli impedirà di trasformarsi in una emozione o in un pensiero. Poi continua a restare presente e aspetta il segnale successivo da parte del corpo di dolore. Quando compare, coglilo di nuovo come hai fatto prima.

In seguito, dopo che il corpo di dolore si è pienamente risvegliato dal suo stato di inattività, per qualche tempo (anche per diversi giorni) potresti avvertire una notevole turbolenza nel tuo spazio interiore. A prescindere dalle forme che assumerà, resta presente. Dedicagli tutta la tua attenzione. Osserva la turbolenza dentro di te. Sappi che è lì. Mantieni il sapere e incarnalo. Ricordati: non lasciare che il corpo di dolore utilizzi la tua mente e si impadronisca del tuo pensiero. Osservalo. Senti la sua energia direttamente, dentro il tuo corpo. Come sai, attenzione totale significa accettazione totale.

Attraverso un'attenzione continua, e quindi con l'accettazione, avviene la trasmutazione. Il corpo di dolore si trasforma in consapevolezza radiosa, proprio come un pezzo di legno che, quando viene avvicinato al fuoco o gettato tra le fiamme, si trasforma esso stesso in fuoco. Allora le mestruazioni diventeranno non solo una espressione gioiosa e appagante della tua femminilità, ma anche un sacro momento di trasmutazione, in cui darai vita a una nuova consapevolezza. Allora la tua vera natura risplenderà, sia nel suo aspetto femminile di Dea, sia nel suo aspetto trascendente di Essere Divino che va oltre la dualità maschile e femminile."


241 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

Коментарі


bottom of page