L'autunno che avanza e il mese di S C O R P I O
L'autunno avanza.
Le foglie lasciano i rami, la luce si ritira prima, la terra si fa umida e scura, t
utto in natura scende verso le radici.
È il tempo di Scorpio.

Scorpio è quel luogo interiore buio e profondo, dentro ognuno di noi, in cui troviamo il coraggio di entrare quando sentiamo che ciò che prima ci dava energia ora sta tramontando.
È il costante bisogno di verità e di autenticità.
L'immagine che più ne comunica il suo messaggio è una discesa stretta e ripida, che costringe ad abbandonare sovrastrutture e vie conosciute e consolanti.
È quell'impulso che porta a una cristallina chiarezza, la verità che non ci permette di "barare" con noi stessi.
È la consapevolezza della morte che aumenta ed esalta il valore della Vita, intesa come continua Trasformazione.
"Inizio il viaggio nelle tenebre che mi conduce alla vittoria della Luce"
La Trasformazione prevede infatti che chi compie l'azione, quando tornerà al suo punto di partenza, non sarà più lo stesso.
Così il maschile assimila il femminile e il femminile il maschile, per tornare al punto di partenza a un livello più elevato.
In Scorpio si attivano le energie del 4° Raggio, Armonia attraverso il Conflitto: armonia ed equilibrio si conquistano solo attraversando il conflitto, sperimentando la vita in tutte le sue dualità, in un continuo processo di integrazione, ogni volta a un livello più alto della spirale evolutiva. È un'energia che collega Spirito e materia, Sé Superiore e sé inferiore.
Un mese prezioso per attivare tutte le qualità della TRASFORMAZIONE, in qualunque forma siano necessarie.
"Intraprendo la lotta per la conquista della Luce rischiarando e purificando i miei Pensieri."
Insieme alla Trasformazione, Scorpio ci chiede Purificazione.
Per diventare spiritualmente "puri" è necessario liberarsi dalle scorie e dalle impurità su tutti i piani, così da essere pronti al rapporto con la sacralità.
L'aspirante sa delle prove ma, in un primo tempo, non vede ciò contro cui sta lottando, perché la natura di queste prove è simile alla sua stessa triplice natura.
Dovrà indagare, osservare, scavare in sé stesso e in ciò che in lui è nascosto, per trovare le proprie sfide.

"Ciò che era nascosto è fatto affiorare dall'esperienza, dalle prove e dalle punture della vita."
Il campo di battaglia sarà allora il vasto campo sommerso dei suoi attaccamenti. E prima di calcarlo dovrà aver educato il cuore ad "assorbire la coscienza di tutte le sue azioni".
Il mito dà un nome a questo campo sommerso: la palude di Lerna.
L'Ottava Fatica: l'Idra di Lerna
Nella palude malsana di Lerna, acqua ferma che non scorre più, vive l'Idra. Nove teste: otto rinascono appena recise, una è immortale. Le sue esalazioni avvelenano le campagne intorno, così come ciò che teniamo sommerso avvelena in silenzio la nostra vita: le scelte, le relazioni, il corpo. È qui che Ercole è chiamato, nella fatica di Scorpio.
Le nove teste sono la triplice natura dell'aspirante che finalmente si rivela.
La natura fisica, con i suoi attaccamenti: sesso, benessere, denaro.
La natura emotiva, con le ombre dell'Annebbiamento: paura, odio, ambizione.
La natura mentale, con il velo dell'Illusione: orgoglio, separatività, crudeltà.
Ercole entra nel fango e combatte. Colpisce, recide… e per ogni testa tagliata ne rinasce un'altra, a volte due. Più lotta, più il mostro si moltiplica.
È ciò che accade ogni volta che vogliamo estirpare un'ombra con la sola forza di volontà: ciò che reprimiamo si rafforza.
Allora Ercole si ferma. E ricorda ciò che gli era stato insegnato prima di partire:
"Noi ci eleviamo inginocchiandoci"
Si inginocchia nel fango.
Smette di combattere l'Idra come un nemico esterno e la riconosce come sua, nata dalla sua stessa palude.
E proprio dalla posizione più umile la solleva sopra la testa, nell'aria e nella Luce.
Fuori dal buio e dall'umido che la nutrono, l'Idra si indebolisce e cede.
Non è la mente analitica a vincerla la mente taglia teste e ne fa ricrescere altre. Serve una Luce più alta, che vede senza condannare.
Infine Ercole recide la testa immortale e la seppellisce sotto una roccia.
Ciò che è immortale non si distrugge: si trasforma.
È il nucleo stesso del desiderio, energia vitale che distorta avvelena e restituita alla terra diventa seme. Questo è il mistero di Scorpio: lo stesso veleno, trasmutato, diventa medicina.
"Tutte le energie si protendono verso il centro dello spirito, capace di neutralizzare qualunque assalto sferrato contro la purezza dell'impegno. Il fuoco può trasmutare tutte le forze dirette contro il seme dello spirito."
Collana Agni Yoga, Infinito I, § 384
Attraversare la palude:
Scorpio non chiede tanto di capire, ma quanto di scendere.
Per questo cammino l'aspirante si arma di tre qualità. Umiltà, per scoprire e riconoscere le proprie carenze. Coraggio, per restare nel fango senza fuggire. Discernimento, per trovare il modo giusto di trattare con ciò che incontra.
Ecco alcune pratiche semplici per accompagnare questo mese:
Scendere. Ogni sera, prima di dormire, fermati qualche minuto in silenzio e chiediti: cosa ho evitato di guardare oggi?
Nominare la testa. Quando una reazione ti sorprende, la gelosia, la paura, il bisogno di controllo, una parola tagliente, chiamala per nome. Scrivila. Una testa nominata ha già meno potere.
Inginocchiarsi. Letteralmente. Inginocchiati, appoggia le mani a terra e respira nel ventre. Abbassare il baricentro ci restituisce stabilità sul terreno che frana. E riconosci: "Anche questo è mio."
Sollevare nella Luce. Inspira portando ciò che hai nominato verso il cuore, poi sopra la testa. Espira lasciandolo alla Luce, senza giudizio.
Seppellire e seminare. A fine mese scrivi su un foglio ciò che lasci andare e seppelliscilo nella terra, sotto una pietra. Accanto, pianta un bulbo. Ciò che muore in autunno nutre ciò che fiorirà in primavera.
Vigilare. Le teste possono ricrescere, anche quelle che credevamo estinte. È l'invito a tornare, ancora una volta, nella Luce.
Il mantra esoterico di Scorpio è:
"Io sono il guerriero e dalla battaglia esco trionfante"
Ma il vero trionfo del Guerriero non è nella spada.
Risiede nel tacere d'ogni rumore, frastuono, lamento, paura,
Nel mirabile silenzio, profondissimo e armonioso, in cui infine depone le armi e vince sulla sua personalità, sul Guardiano della Soglia.
Come Ercole, che vince solo quando smette di colpire e si inginocchia.
Perché quando trasformi te stesso, trasformi il mondo.
Buona discesa nell'oltre,
Federica





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