Care Amiche e Amici,
Ci stiamo avvicinando all'equinozio d'autunno, e come sempre accade in questo tempo, è aria di passaggi, arrivano i primi profumi della nuova stagione, un primo invito ad entrare dentro, per prepararsi a quella magia che accade, proprio (e solo) in questo periodo dell'anno.
All’Equinozio, l’equilibrio tra luce chiara ed oscura regna (giorno=notte) e lo sguardo del Sole si unisce al centro della Terra attraverso il cerchio dell’equatore terrestre.
L’origine etimologica della parola Equinozio rimanda, infatti, al concetto di
uguaglianza, di bilanciamento armonico tra due o più parti che appaiono in
contrasto tra di loro, a simboleggiare, sul piano della coscienza, la capacità di tenere
insieme e ricomporre la dualità in sintesi superiori.
Nella tradizione spirituale il momento equinoziale rappresenta un passaggio, un
tempo idoneo alla interiorizzazione e alla meditazione, durante il quale la
separazione tra ciò che è visibile e ciò che è invisibile si riduce sempre più fino a
dissolversi.
La direzione dell’equinozio unifica così i piani orbitale (eclittica) e di rotazione (equatore) del Pianeta, ossia il suo respiro maggiore (anno) e quello minore attorno a se stesso (giorno). Tutto si parifica e si sintetizza al centro.
Anche l’uomo, centro e sfera di vita e coscienza che vola sulla sfera terrestre, in quella solare e cosmiche, in tale convergenza di piani è sospinto a centrarsi e librarsi nel qui ed ora, l’unico uni-verso da cui partire per voli superiori, istantanei.
È dunque tempo di “fare il punto della situazione”, tempo di bilancio e raccolto per la coscienza e le forme, per poter proseguire l’avanzata e risalire alla fonte. È tempo di contemplare il Cielo in noi, il tempio sacro ove risiedono le cause reali degli eventi e delle forme.
A livello interiore, questa condizione corrisponde alla contemplazione, espressa dal simbolo della bilancia in equilibrio.
La contemplazione (etimologicamente “tenere insieme nel proprio tempio”) è tale ed utile solo se la mente, non sfuggendo al fragore del mondo, è mantenuta salda nella Luce. La direzione energetica dell'asse, Libra-Aries stabilisce ed insegna che, perché il moto incessante del fuoco della mente sia ritmico o creativo, occorre con-templare, ovvero essere interiormente un tempio sacro orientato e saldamente ancorato al Bene, alla Vetta centrale, allo splendore del Vero, alla Bellezza.
L’energia di Libra orienta a pensare e a scegliere in modo stabile (verticale) eppure dinamico, ovvero dal piano della mente superiore, il “pavimento” infuocato ove danza l’anima. Guidata da quel piano, la mente analitica, non è più separativa e disgregante bensì equilibrante e discriminante, stabilendo così un rapporto costruttivo tra astrazione e concretezza.
Il punto di “svolta” della coscienza, avviene sotto l’energia di Libra, quando l’uomo soppesa la sua vita e si rende conto che c’è altro. È quindi chiamato ad utilizzare il libero arbitrio operando una scelta che lo porterà a seguire l’evoluzione e lo Spirito, oppure a riscegliere la Materia. E’ il momento in cui l’uomo, se opera la giusta scelta, smette solo di “prendere” e comincia anche a “dare”, distribuendo agli altri esseri e agli altri regni, divenendo così un fattore attivo nel processo evolutivo del Pianeta.
È il segno delle relazioni. Alla continua ricerca di armonia, serenità e gentilezza, questo segno, governato da Venere sul piano della forma, sceglie per affinità e predilige i rapporti personali. L’Aria, elemento del segno, sostiene l’uso creativo dell’intelligenza per comprendere cosa fare e per procedere e l’attrazione diventa più mentale e legata ad un progetto comune.
I retti rapporti, simbolo di Libra, cominciano con se stessi: vuol dire essere se stessi, riuscire a comprendere i propri sentimenti, le proprie emozioni le proprie vere motivazioni, senza indossare alcuna maschera. Essere spontanei richiede distacco dalle emozioni e dagli attaccamenti di ogni genere.
Il motto di Libra “Scelgo la via che passa fra le due grandi linee di forza” simboleggia l’uomo che sperimenta il dualismo: nella volontà di esprimere in perfetta armonia sia la vita dello Spirito, sia quella della Materia, l’uomo tende con sforzo all’anima, ma continuamente trova in sé qualcosa che lo riporta alle vecchie abitudini e desideri. È alla ricerca di un continuo equilibrio affinché tutte le parti di sé possano avanzare insieme, collegando Spirito e Materia, le due grandi linee di forza necessarie per giungere alla “Via di mezzo”.
Che sia un mese di nuovi equilibri interiori, di retti rapporti, di gentilezza e di profonda comprensione che la separazione tra ciò che è visibile e ciò che è invisibile si riduce sempre più fino a dissolversi.
Con voi,
con te.
Federica Ronchi
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