Il giorno di Natale rappresenta il ritorno dell’ “eroe solare” dopo i tre giorni precedenti del solstizio, i più oscuri dell’anno. Poiché la Terra è orientata verso la stella polare del nord, Polaris, questo simbolismo dell’emisfero nord è appropriato per il pianeta nel suo insieme. Grandi Maestri come il Cristo vengono celebrati in questo periodo, avendo raggiunto una coscienza solare che trascende il dominio terrestre.
Santa è un semplice anagramma di Sanat (Kumara), noto anche come l’Antico dei Giorni, il Signore del Mondo o Melchisedek. Sanat Kumara è il Signore di Shamballa, dove “la volontà di Dio è conosciuta” – il chakra coronale del pianeta, da cui il Piano Planetario viene diretto o trasmesso ai Maestri di Saggezza e, infine, fatto discendere all’Umanità tramite i Servitori Planetari consapevoli.
La storia di Babbo Natale è un’allegoria esoterica che può essere interpretata in diversi modi:
1. Santa Claus come Sanat Kumara
Santa Claus è Sanat Kumara che proviene dalla sua dimora al Polo Nord, considerato il “polo spirituale” planetario o Monte Meru. È una figura gioviale, gioiosa e giupiteriana, che porta felicità e doni – se siamo stati “buoni” – poiché tutta l’umanità è sua figlia. In questo senso egli è il Saturno di Capricorno, il Kumara che porta il karma della ricompensa come seme di rinnovamento nel periodo più buio dell’anno.
Questo è il solstizio d’inverno, che inizia intorno al 22 dicembre e culmina il 25 dicembre, giorno di Natale. Sol-stizio significa “sta fermo”, poiché il Sole sembra sorgere nello stesso punto per tre giorni prima di riprendere il suo cammino verso nord, in direzione dell’equinozio di primavera.
Durante questi tre giorni di solstizio, la luce è al suo minimo, ma inizia a crescere dal giorno di Natale in poi. Il contrasto tra luce e notte in questo periodo è di grande bellezza: luci e candele brillano intensamente nelle foreste e nelle case avvolte dal mantello dell’oscurità; questo è particolarmente evidente nei Paesi scandinavi, vicini alle regioni polari di Santa.
I “regali” possono anche essere interpretati come Presenza – la presenza di ogni anima individuale che irradia la propria bellezza eterna. La Presenza è anche quella della Gerarchia Spirituale del pianeta – la loro presenza permanente e finora invisibile, che rinnova il suo messaggio all’Umanità: lo spirito di pace, buona volontà e fratellanza.
Per questo motivo, il periodo dei tre giorni del solstizio è uno spazio di profonda riflessione interiore e di quiete: un tempo per volgere lo sguardo dentro l’oscurità e riconnettersi alla nostra fonte di luce dell’anima, condivisa con tutti gli esseri viventi. Questa connessione apre anche la via alle risoluzioni per il nuovo anno, che arrivano una settimana dopo, il 1° gennaio.
Durante questo periodo di tre giorni vi è inoltre una grande attività del regno dei deva. Non è raro osservare nel cielo formazioni nuvolose interessanti, che sembrano figure animate, devas o forme curiose. Questo è collegato agli aiutanti di Santa – elfi e folletti – membri del regno dei deva responsabili della costruzione e manifestazione delle forme esteriori (i doni), che operano sotto la direzione di intelligenze superiori. Inoltre, il periodo di “stasi” del solstizio non è dissimile dal momento in cui Mercurio passa da retrogrado a stazionario per poi tornare diretto.
Metamorfosi e Iniziazione
I tre giorni del solstizio possono anche essere paragonati alle tre fasi di bruco, crisalide e farfalla (l’anima) che emerge il giorno di Natale. All’interno della crisalide avviene una misteriosa metamorfosi: uno spazio di profonda trasformazione da una forma a un’altra. Questo simboleggia i tre giorni nel sepolcro, o nel ventre della balena proverbiale, rappresentando l’iniziazione – per la quale il Capricorno è ben noto. È simbolicamente la nascita del Cristo nella caverna del Cuore dell’Umanità.
Il Cristo (la crisalide trasformata) è il rappresentante del principio di Amore-Saggezza sulla Terra e, come “discepolo di Shamballa”, ha una relazione diretta con “Santa” Kumara:
“Non dimenticate inoltre che il Cristo è un Membro del Grande Consiglio di Shamballa e porta con Sé la più alta energia spirituale.”¹¹
Sanat Kumara e Shamballa maneggiano la forza del Primo Raggio di Volontà e Potere, la più pura e potente forza spirituale del pianeta. I colori esoterici ed exoterici del Primo Raggio sono rispettivamente il bianco e il rosso – i colori del moderno costume di Babbo Natale.
Shamballa e il Polo Nord
Shamballa è considerata il chakra coronale del pianeta, e l’analogia di Babbo Natale che scende dal camino rappresenta la discesa della forza spirituale dal centro della testa. Il focolare è la kundalini latente, che riposa nel chakra della base. L’albero di Natale, adornato di luci e decorazioni, è l’Albero del Mondo, l’asse attorno al quale la Terra ruota nel suo orientamento nord-sud. Da qui l’associazione con la stella polare Polaris – la “Stella della Direzione, che governa Shamballa.”¹²
Il Polo Nord può anch’esso essere considerato il chakra coronale e la “localizzazione” di Shamballa può essere vista come sinonima ad esso (anche se ci viene detto che la sua posizione attuale è nel Deserto del Gobi, in sostanza eterica). Fohat, o il fluido vitale del pianeta, scorre e anima la Terra:
“Un’estremità sgorga dalla sua testa; diventa impura ai suoi piedi (il Polo Sud). Si purifica nel suo ritorno al cuore, che batte sotto il piede della sacra Shamballah, la quale allora (agli inizi) non era ancora nata. Poiché è nella cintura dell’abitazione dell’uomo (la Terra) che è nascosta la vita e la salute di tutto ciò che vive e respira.”¹³
Nella storia esoterica, il Polo Nord è considerato la sede del primo continente e delle prime razze eteriche; possiede una polarità positiva, mentre il Polo Sud una polarità negativa. Vi è un senso di immobilità al polo, poiché la rotazione della Terra è neutralizzata – un’analogia con la “quiete” dei tre giorni del solstizio.
Fohat, o la forza vitale universale, regna sovrana al Polo Nord: vi è un flusso circolatorio divino, una “fonte di vita” o corrente elettromagnetica che inizia dalla testa, “diventa impura ai piedi” e viene purificata nel suo ritorno al cuore – realmente e simbolicamente Shamballa. Il Polo Nord è stato anche chiamato Monte Meru ed è intercambiabile con il termine Shamballa.
3. Il Saint Claus o Claustrum
Come in alto così in basso: il chakra coronale planetario corrisponde al chakra coronale umano. Esiste un “Saint Claus” o Claustrum all’interno del cervello, associato alla ghiandola pineale e al chakra della corona.¹⁴ In sanscrito è chiamato “la Porta di Brahma” – l’apertura attraverso cui l’anima lascia il corpo – il camino di Babbo Natale.
Il claustrum è una sottile lamina di materia grigia isolata, contenente una sostanza giallastra al suo interno: il “prezioso olio” che discende nel midollo spinale; è conosciuto come l’“oro di Ofir” biblico. Globuli di questo olio si trovano nel fluido vitale o nel seme e, se il “figliol prodigo” spreca questa sostanza, occorre molto tempo per ricostituirla.
La storia delle vergini sagge che avevano le loro lampade colme d’olio riguarda la necessità della presenza di questo olio nel corpo. Esistono riserve di tale olio nel cervello che alimentano la “lampada” – la ghiandola pineale – la ghiandola endocrina assegnata al chakra coronale.
Quando la kundalini, il fuoco-serpente che giace nascosto alla base della colonna vertebrale (il “focolare” alla base del camino di Santa), viene risvegliata, brucia le impurità nel midollo spinale e raggiunge il conarium, incendiando questo olio e accendendo la “lampada perpetua”, che illumina l’intera “casa”. Questa è la descrizione di un’iniziazione avanzata. Babbo Natale è quindi il donatore del dono supremo dell’olio per la lampada perpetua, la quintessenza della ricchezza; egli porta i suoi doni dell’“oro di Ofir” quando viene celebrata la Christ-Mass.¹⁵
San Nicola e Babbo Natale
San Nicola è il patrono di marinai, mercanti, arcieri, ladri pentiti, bambini, birrai, banchieri su pegno e studenti in varie città e Paesi d’Europa. La sua reputazione si sviluppò tra i fedeli, come era comune per i primi santi cristiani, e la sua leggendaria abitudine di fare doni in segreto diede origine al modello tradizionale di Babbo Natale.¹⁶
Il Babbo Natale moderno è una creazione commerciale che si è evoluta dalla figura originaria di San Nicola:
“Alla fine degli anni Venti, un Santa americano standard – a grandezza naturale, con un abito rosso bordato di pelliccia – era emerso grazie al lavoro di N. C. Wyeth, J. C. Leyendecker, Norman Rockwell e altri illustratori popolari. L’immagine venne definitivamente consolidata quando, nel 1931, Haddon Sundblom iniziò trentacinque anni di pubblicità natalizie per la Coca-Cola, che resero questo Santa un’icona della cultura commerciale contemporanea.”¹⁷
Questo periodo vide anche la nascita della propaganda moderna e la potenza della pubblicità. Il San Nicola originale era un vescovo del IV secolo di Myra che Egli mostrò la sua devozione a Dio attraverso una straordinaria gentilezza e generosità verso i bisognosi, in contrasto con il gioviale Babbo Natale americano, la cui larghezza spesso fornisce lussi agli abbienti. Tuttavia, se si rimuovono le sovrastrutture accumulate nel tempo, egli rimane Nicola, vescovo di Myra, le cui sorprese colme di cura continuano a essere un modello di vero dono e di fedeltà. Negli Stati Uniti sta crescendo l’interesse nel recuperare la figura del santo originario, per contribuire a restituire a questo tempo festivo una dimensione spirituale.
Infatti, San Nicola, amante dei poveri e patrono dei bambini, è un modello di come i cristiani sono chiamati a vivere. Vescovo, Nicola pose Gesù Cristo al centro della sua vita, del suo ministero e della sua intera esistenza. Famiglie, chiese e scuole stanno riscoprendo le autentiche tradizioni di San Nicola come un modo per riaffermare il vero centro del Natale: la nascita di Gesù. Un simile orientamento aiuta a ristabilire equilibrio in stagioni di Avvento e di Natale sempre più materialistiche e cariche di stress.
Al di là delle evidenti differenze tra San Nicola e il Babbo Natale secolarizzato, forse la distinzione più toccante tra i due si manifesta nella natura dei doni che offrono. Mentre Babbo Natale porta con sé un sacco di giocattoli, il dono che San Nicola offre è niente meno che la liberazione dalla povertà e dalla disperazione. La vita di San Nicola è un esempio di fede che si fa carne attraverso azioni di autentica carità.¹⁸
Grazie a Philip Lindsay per questo messaggio e questa visione di Natale e Santa Claus.
Ogni anno il Natale ci ricorda che, dopo quei tre giorni più oscuri dell’anno, quando tutto sembrava fermo e silenzioso, una luce nuova può tornare a rinascere nel cuore dell’Umanità.
La vera nascita del Cristo avviene quando la Presenza prende forma in noi, quando la quiete torna a dimorare all’interno, quando la fede diventa un atto di responsabilità e servizio.
È allora che il cuore diventa disponibile e la coscienza li può atterrare.
Che questo Natale sia un ritorno all’essenziale.
Che ognuno possa riconoscere il Cristo interiore,
accendere la propria lampada,
e diventare a sua volta portatore di luce,
pace e fraternità nel mondo.
Buon Natale nella Pura Presenza del Sè.
Che la Luce nasca nel cuore e si irradi nella vita di tutti i giorni.
Con Amore,
Federica
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